Non tutti gli esperti, però, sono totalmente convinti della solidità del modello che, come i suoi concorrenti, non è affatto avaro di "allucinazioni". L'avanzata di Google ha comunque generato un certo nervosismo in OpenAI. Una nota interna di Sam Altman ai dipendenti, riportata da testate come The Information, parla di "rough vibes", brutto clima, e "temporary economic headwinds", venti economici contrari. Tutti segnali che indicano una fase più complessa per l'azienda. Il modello GPT-5.1, lanciato in agosto con performance altalenanti, non ha convinto pienamente diversi analisti del settore, contribuendo alla percezione di una fase di rallentamento.
La differenza potrebbe essere tutta nel pre-training, passaggio decisivo su cui Google è tornato a focalizzarsi con dedizione. Alla competizione sui modelli si aggiunge quella sui chip AI. Secondo diverse testate, Google starebbe proponendo ai grandi gruppi l'adozione dei propri TPU, i chip proprietari già utilizzati nei data center Google Cloud. Tra i potenziali clienti ci sarebbe anche Meta, mentre altri grandi istituti finanziari sarebbero stati coinvolti nelle discussioni. Una mossa percepita come diretta sfida a Nvidia, leader indiscussa dell'hardware per l'IA, che oggi ha registrato un calo nelle contrattazioni a Wall Street (fino a -5%), segno della crescente competizione.
Google, in una dichiarazione riportata dal Wall Street Journal, fa sapere di avere una domanda "in forte accelerazione" sia per i TPU sia per le GPU Nvidia, confermando una strategia "dual track" che punta sia a rafforzare la propria piattaforma hardware sia a intercettare nuovi clienti. Nel complesso, l'avanzata di Gemini 3 e l'offensiva sui chip suggeriscono una fase di ribilanciamento nel settore dell'AI generativa. Google gode di vantaggi strutturali - infrastruttura cloud, capacita' di calcolo, distribuzione immediata - mentre OpenAI conserva una forte fedeltà del proprio pubblico e sta lavorando a modelli di nuova generazione progettati per correggere i limiti attuali. Ma il quadro competitivo, per la prima volta in tre anni, sembra meno sbilanciato.
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