Tra i cittadini stranieri prevale il genere maschile (57,4%), ma con forti differenze tra i Paesi, con valori massimi per Pakistan (94,5%), Bangladesh (93,9%), Egitto (92,2%), Senegal (82,4%), India (78,2%) e Marocco (71,3%) e valori minimi per Ucraina (21,8%), Moldova (33,6%), Perù (41,3%) e Filippine (42,8%). Per quanto riguarda l'età , i non comunitari sono generalmente più giovani: quasi la metà ha meno di 39 anni (46,1% contro il 29,9% dei comunitari); il 42,4% ha tra i 40 e i 59 anni (contro il 52,7% dei comunitari) e l'11,5% ha più di 60 anni (contro il 17,3% dei comunitari).
Distribuzione geografica e incidenza
Il 61,8% degli stranieri censiti negli archivi dell'Istituto nel 2024 risiede o lavora in Italia settentrionale, il 23,1% in Italia centrale e il 15,1% nel Mezzogiorno (Italia meridionale e Isole). Rispetto alla popolazione residente, al Nord l'incidenza degli stranieri è di 10,3 su 100 residenti, al Centro 9,1 e al Sud e Isole 3,5. A livello nazionale l'incidenza si attesta a 7,8 stranieri per 100 residenti.
Occupazione e retribuzioni
Gli stranieri che lavorano, nel 2024 pari a circa 4 milioni, sono in maggioranza lavoratori dipendenti del settore privato, 3,5 milioni (58,3% maschi), con una retribuzione media annua di circa 16.700 euro. In dettaglio: 2,7 milioni lavorano in settori diversi dall'agricoltura (65,1% maschi) con retribuzione media annua di circa 18.800 euro; circa 314 mila lavorano nel settore agricolo (75,4% maschi) con retribuzione media di circa 9.700 euro; quasi 500 mila sono lavoratori domestici (11,0% maschi) con una retribuzione media di circa 9.800 euro.
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