Spreco alimentare e impatto ambientale
Senza considerare che nella ristorazione collettiva e scolastica, quasi il 30% del cibo preparato non viene consumato: il 17% resta nei piatti e il 13% è cibo integro che finisce nei rifiuti invece di essere recuperato. E solo lo scorso anno, gli eventi meteorologici estremi, hanno causato quasi 12 miliardi di euro di perdite agricole, rendendo ancora più critico lo spreco di risorse alimentari, idriche ed energetiche già prodotte.
Impatto economico e ambientale dello spreco
Lo spreco, sottolinea l'analisi, ha anche un impatto economico e ambientale rilevante. A livello globale, circa un terzo del cibo prodotto viene perso o sprecato, contribuendo a circa il 10% delle emissioni climalteranti. Lo spreco diventa quindi il "co-carburante" di fenomeni recenti come il Ciclone Harry che ha provocato due miliardi di euro di danni a gennaio tra Sicilia, Sardegna e Calabria.
Il sistema rotto e il ruolo dei volontari
Il sistema si è rotto, perché, in fondo, sta bene così com'è a chi lo gestisce - spiega Diego Ciarloni, presidente di Foodbusters ODV - Oggi il cibo buono finisce per valere meno dell'immondizia. La gestione dei rifiuti, infatti, è un sistema industriale finanziato e strutturato; il salvataggio del cibo, invece, è delegato al sacrificio permanente di volontari che usano i propri mezzi e i propri garage come magazzini. Finché il recupero sarà trattato come un 'favore marginale' e non come un lavoro sociale professionale, non ci sarà mai una vera economia circolare".
Mense scolastiche: un caso esemplare di spreco
Le mense scolastiche, ad esempio, sono uno dei casi "esemplari" nello spreco alimentare: si butta il 30% del cibo. "Veniamo invitati nelle scuole a parlare di ambiente - prosegue Ciarloni - ma nelle mense scolastiche si butta ancora il 30% del cibo preparato (il 17% dai piatti e il 13% di cibo intatto). Non esiste alcun caso in cui, dopo i nostri incontri, le istituzioni abbiano attivato un recupero strutturale. Parlare di ambiente ai giovani senza dare l'esempio pratico nelle proprie mense è pura retorica che offende le nuove generazioni".
Proposte per un welfare del cibo
Tra le proposte avanzate dall'organizzazione quella di passare dal volontariato al welfare del cibo con l'obbligo di donazione delle eccedenze per grande distribuzione organizzata, mense scolastiche e ristorazione collettiva sul modello francese.
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