AGI - Compensi tra i 2 e 4 euro lordi a consegna, circa dieci ore quotidiane di lavoro, sei-sette giorni a settimana, in mezzo al traffico, sotto la pioggia e con il caldo torrido. In queste cifre c’è tutta la vita dei rider, fotografata nel dossier 2025 di Nidil Cgil 'La condizione di lavoro dei rider del food delivery'. Un quadro allarmante che restituisce l'immagine dei "nuovi schiavi dell’economia delle piattaforme", portando alla luce quanto sia sempre più difficile vivere di questo lavoro: pagato poco, costoso da svolgere, privo di tutele effettive e governato da regole opache, che ha visto negli ultimi anni, a fronte della crescita della domanda e della concorrenza, un crollo dei compensi.Ne sa qualcosa Giovanni, 43 anni, laureato in Scienze politiche, rider dal 2020. "C’erano mesi in cui riuscivo a fare anche 3.500 euro, lavorando tanto, più di otto ore al giorno, e in certi periodi anche con più piattaforme, tipo Uber Eats. Ma poi è cambiato tutto", racconta al sindacato. L’anno scorso ho guadagnato circa 24.000 euro. Come partita Iva in regime forfettario pago il 5% di imposta sostitutiva, ma dopo cinque anni passa al 15%. Ho versato circa 7.000 euro tra contributi e imposte. Non è facile mettere da parte quei soldi. Quando lavori con la partita Iva, quello che guadagni è lordo: poi devi pagare tutto tu, tasse e contributi. E poi c'è Marco, 25 anni, rider dal 2019. All’inizio eravamo pochi, quindi si lavorava bene. C’erano tante consegne e le tariffe erano più alte. Con il tempo però siamo aumentati e le tariffe sono scese. Quando mi iscrissi, alcune consegne erano pagate anche otto o nove euro. Ora siamo in media sui quattro euro a consegna. È un lavoro che è cambiato molto, e non in meglio. Mentre Imran, 23 anni, rider dal 2021, denuncia: "Giornate spezzate tra attese ai ristoranti e corse su tutta la città, paghe anche da 3 euro e compensi decisi da un algoritmo opaco".

L'inchiesta Nidil Cgil

Costi, compensi e l'erosione del guadagno effettivo

Infortuni, tutele e la cultura della precarietà

Obiettivi futuri: subordinazione e superamento del cottimo