Una fonte ha affermato che alcuni funzionari statunitensi ritengono che un rilascio congiunto di 300-400 milioni di barili, ovvero il 25-30% degli 1,2 miliardi di barili di riserva, sarebbe appropriato. L'incontro avviene mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è sotto pressione per fermare il forte aumento del prezzo del petrolio greggio dall'inizio della guerra.
L'utilizzo delle riserve strategiche è un'opzione in fase di valutazione", ha dichiarato una fonte all'Afp, mentre i ministri delle Finanze del G7 (Stati Uniti, Giappone, Canada, Regno Unito, Francia, Germania e Italia) si riuniscono alle 13:30 ora francese (12:30 GMT) sotto la presidenza francese per affrontare le conseguenze economiche della guerra in Medio Oriente, che ha causato l'impennata dei prezzi del petrolio e del gas nell'ultima settimana.
Stamattina, i mercati azionari asiatici crollano dopo il balzo dei prezzi del petrolio. Alla Borsa di Tokyo, l'indice di riferimento Nikkei cede il 5%. A Seul, l'indice Kospi crolla del 6,52%, l'indice Hang Seng di Hong Kong scende dell'1,64%. Taipei perde il 4%, Sydney il'2,52%. Negative anche le cinesi con Shanghai che segna -0,54% e Shenzhen -0,63%.
Greggio oltre i 112 dollari a barile
I prezzi del petrolio sono aumentati vertiginosamente, con il greggio WTI in rialzo del 25% a oltre 112 dollari al barile, in un mercato in preda al panico per la guerra in corso in Medio Oriente e il perdurante blocco dello Stretto di Hormuz. Intorno alle 2:00 GMT, il West Texas Intermediate (WTI, il benchmark statunitense) è salito del 25,71% a 114,25 dollari al barile. Il greggio Brent, il benchmark globale, e' balzato del 22,30% a 113,34 dollari al barile.
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