AGI - Non manca il contraccolpo della guerra in Medio Oriente sul turismo, ma la batosta non riguarda tutti i Paesi. Si sta infatti registra un'ondata di cancellazioni di vacanze che si estende ben oltre la zona di conflitto immediata, colpendo paesi come la Turchia e Cipro ma facendo contemporaneamente salire i prezzi in altre località molto gettonate in vista dell'estate: tra queste, figurano ItaliaMalta e Croazia ma anche Portogallo e per chi si spinge più in làCapoverde e i Caraibi. Lo segnala un'inchiesta del Financial Times.Ad esempio secondo Lighthouse Intelligence, che monitora la domanda e i prezzi di hotel e affitti a breve termine, a Cipro i prezzi degli alloggi per soggiorni ad aprile e maggio sono scesi di oltre il 12% la scorsa settimana rispetto alla settimana precedente lo scoppio del conflitto. I prezzi sono crollati di oltre il 25% anche nella famosa località turca di Bodrum. Secondo quanto riferito a Ft da Nick Aristou, direttore commerciale di Muskita, il settore turistico cipriota potrebbe resistere a qualche turbolenza", ma solo se i viaggiatori tornassero rapidamente. "La guerra deve finire presto", ha detto. "Se dovesse protrarsi per altre due o tre settimane, l'estate ne risentirà ed è allora che la situazione diventerà davvero grave per noi".

La domanda di viaggi si sposta

Destinazioni alternative e disponibilità

Incentivi e consigli per i viaggiatori