Cgia, Pmi tassate 120 volte in più dei giganti del web In Italia c’è un trattamento fiscale che "penalizza" i piccoli e "favorisce" i giganti. Infatti, se sui nostri imprenditori grava un tax rate effettivo che sfiora il 50%, sulle big tech, invece, si attesta, secondo l'Area Studi di Mediobanca, al 36%

AGI - Come Davide contro Golia. A differenza delle Pmi, i giganti del web continuano a fare ricavi da capogiro, senza versare al fisco quanto dovuto. È quanto rileva la Cgia nel suo ultimo approfondimento."Sino alla fine dell'anno scorso, infatti, hanno continuato a trasferire buona parte degli utili ante imposte realizzati in Italia nei paesi a fiscalità di vantaggio. Risultato? Grazie a queste operazioni elusive, il nostro erario ha incassato da queste WebSoft solo le briciole". Vediamo i numeri emersi dal confronto messo a punto dall'Ufficio studi della Cgia.
Se le nostre piccole imprese pagano ogni anno 24,6 miliardi di tasse, le 25 multinazionali del web presenti in Italia, invece, ne versano molte meno: secondo l'Area Studi di Mediobanca solo 206 milioni di euro. Certo, le dimensioni economiche di queste due realtà sono molto diverse, ma, dal punto di vista degli artigiani mestrini, il risultato che emerge è sconsolante. Se le aziende italiane prese in esame producono un fatturato annuo 90 volte superiore a quello riconducibile alle big tech, in termini di imposte, invece, le prime ne pagano ben 120 volte più delle seconde. Insomma, "possiamo affermare con buona approssimazione che la distanza in termini di fatturato non giustificano quella relativa al gettito, cosi' svantaggiosa per le Pmi. Certo, quella appena richiamata è una comparazione che presenta una serie di limiti metodologici e non ha alcun rigore scientifico. Tuttavia, il ricorso sistematico all'elusione praticato negli anni ha aumentato questa disparità di trattamento, mettendo in evidenzia in misura inequivocabile che, in Italia, alle grandi multinazionali, in questo caso tecnologiche, continua a essere riservato un prelievo fiscale ingiustificatamente modesto".ORA è IN ARRIVO LA GLOBAL MINIMUM TAX, ANCHE SE NON IN TUTTA UE
Ancorchè il risultato della comparazione che commentiamo più sotto risenta di alcune fragilità presenti nella metodologia di calcolo adottata, l'Ufficio studi della Cgia ipotizza che solo le imprese presenti in Molise e in Valle d'Aosta pagano in termini assoluti meno tasse delle principali big tech ubicate nel nostro Paese. Un banalissimo caso di scuola riesce a dimostrare come il carico fiscale su questi giganti sia molto inferiore a quello in capo alle imprese italiane che, per oltre il 98 per cento del totale, hanno meno di 20 addetti. Pertanto, se nella regione più piccola del Mezzogiorno il gettito delle principali imposte pagate dalle aziende residenti in questo territorio è pari a 175 milioni di euro e in Valle d'Aosta a 190, nel 2022 i giganti del WebSoft hanno prodotto 9,3 miliardi di fatturato e versato al fisco italiano complessivamente 206 milioni di euro. Nulla a che vedere con quanto "contribuiscono" le imprese lombarde che, invece, pagano all'erario 125 volte in più di quanto versano questi 25 colossi digitali, quelle laziali 56,7 in più, quelle emiliano-romagnole 38 e quelle venete 36,8.

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