L'Opec+ aumenta la produzione di petrolio Deciso un aggiustamento della produzione di greggio pari a 206.000 barili al giorno a partire dal primo maggio

AGI - L'Arabia Saudita, la Russia e altri sei membri dell'Opec+ hanno deciso di aumentare nuovamente le quote di produzione di petrolio, avvertendo che il ripristino degli impianti energetici danneggiati dalla guerra in Medio Oriente Ã¨ costoso" e richiederà "molto tempo". Per il secondo mese consecutivo, il cartello di Vienna (che comprende diversi paesi del Golfo che sono stati bersaglio di attacchi aerei iraniani) hanno concordato "di attuare un adeguamento della produzione" di 206.000 barili al giorno a partire dal mese di maggio. Tale mossa è uguale a quella decisa il 1° marzo, quando gli otto paesi - Algeria, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Kazakistan, Kuwait, Oman e Russia - hanno aumentato le quote di produzione di petrolio di 206.000 barili al giorno per il mese di aprile.Ma l'OPEC+ ha avvertito che la riparazione degli impianti energetici danneggiati dalla guerra Ã¨ "costosa" e richiederà "molto tempo", il che potrebbe aggravare le difficoltà di approvvigionamento mondiale di petrolio. L'organizzazione ha inoltre sottolineato "l'importanza cruciale della protezione delle rotte marittime internazionali al fine di garantire la circolazione ininterrotta dell'energia". Il comunicato non menziona direttamente la guerra con l'Iran, ma il conflitto, che ha sconvolto i mercati energetici mondiali e provocato un'impennata dei prezzi, ha chiaramente influito su questa decisione.Il nodo cruciale del conflitto resta il passaggio per lo stretto di Hormuz ritenuto strategico per l'approvvigionamento mondiale di petrolio attraverso il quale, prima del conflitto, transitava circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto (GNL) mondiali. Poco prima dell'ultimatum di Trump di oggi, l'organizzazione di Vienna aveva fatto sapere che qualsiasi azione che comprometta la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, che si tratti di attacchi alle infrastrutture o di perturbazioni delle rotte marittime internazionali, aumenta la volatilità dei mercati" e complica il compito dell'Opec+ nella gestione dei prezzi mondiali. Il cartello ha anche elogiato i membri che sono riusciti a trovare rotte di esportazione alternative, contribuendo, secondo loro, "a ridurre la volatilità dei mercati".

Posta un commento

0 Commenti

ads

Close Menu