Prime restrizioni per le forniture di carburante per gli aerei. Voli a rischio Un Notam attiva il razionamento di carburante fino al 9 aprile con priorità per i servizi essenziali

AGI - I primi segnali di stress nella fornitura di carburante per l'aviazione arrivano anche in Italia, pur in un quadro che al momento resta circoscritto a un solo fornitore. Il regime di razionamento attivato fino al 9 aprile negli aeroporti di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia porta sul piano operativo gli effetti di una crisi che da giorni le compagnie aeree collegano al conflitto in Medio Oriente, ai rischi sullo Stretto di Hormuz e al forte rialzo dei prezzi del cherosene. Il gruppo Save ha però precisato che le limitazioni "non sono significative" per gli scali di Venezia, Treviso e Verona, dove operano altri fornitori in grado di rifornire la gran parte dei vettori, e che restano garantiti sia i voli intercontinentali sia quelli nell'area Schengen.Il caso italiano si inserisce in un quadro europeo più ampio. Secondo Politico, gli aeroporti del continente si trovano di fronte al rischio di ricadute che cominciano a emergere lungo tutta la catena logistica. Lo scenario più esposto sarebbe quello britannico: Londra Heathrow e altri scali del Regno Unito vengono indicati come i più vulnerabili, con prime cancellazioni di voli già attribuite al carburante, mentre la compagnia regionale Skybus ha soppresso una rotta per effetto dei prezzi. Secondo stime della società di analisi energetica Kpler, la Francia sarebbe il secondo Paese europeo più esposto in termini di squilibrio tra domanda e offerta, pur con una maggiore capacità di reperire volumi aggiuntivi da fonti non legate al Golfo. Nello scenario delineato, il Portogallo potrebbe esaurire il carburante in quattro mesi, l'Ungheria in cinque, la Danimarca in sei, mentre Italia e Germania avrebbero un margine di circa sette mesi. Francia e Irlanda arriverebbero a otto mesi, mentre la Polonia, quasi autosufficiente, sarebbe meno esposta.
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