Per anticipare le critiche, le due aziende hanno sottolineato l'impegno verso un uso etico della tecnologia. "Questo accordo dimostra come le aziende di IA e i leader creativi possano collaborare in modo responsabile per promuovere l'innovazione a beneficio della società " ha commentato Sam Altman, CEO di OpenAI. Gli fa eco Bob Iger, CEO di Disney, secondo cui l'intesa "amplierà la portata della nostra narrazione attraverso l'IA generativa, rispettando e proteggendo al contempo i creatori e le loro opere". Tuttavia, la strategia di Disney sull'intelligenza artificiale non è fatta solo di strette di mano. Nelle stesse ore in cui annunciava l'idillio con OpenAI, il colosso di Burbank ha sferrato un duro attacco legale contro Google.
Secondo una lettera di diffida datata 10 dicembre e visionata dall'Associated Press, Disney ha intimato a Google di smettere immediatamente di utilizzare i suoi contenuti senza permesso per addestrare i modelli di IA, tra cui il generatore video Veo e i generatori di immagini Imagen. Disney accusa Big G di "violare i diritti d'autore su larga scala", citando esempi in cui i sistemi di Google hanno generato con facilità immagini di Deadpool, dei Simpson e del Re Leone.
Non solo: Disney sostiene che Google abbia "intenzionalmente amplificato" il danno permettendo la diffusione di questi contenuti su piattaforme come YouTube e ignorando le lamentele sollevate nei mesi scorsi. "La violazione massiccia da parte di Google delle opere protette da copyright di Disney deve cessare", concludeva la missiva.
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