AGI - Il disegno di legge delega di riforma del Testo Unico dell'edilizia, che darà vita a un nuovo 'Codice delle costruzioni', renderà più facile sanare gli immobili realizzati anche prima del 1 settembre 1967, data di entrata in vigore della cosiddetta 'Legge Ponte' che ha apportato modifiche e integrazioni alla legge urbanistica del 1942, estendendo l'obbligo di strumenti urbanistici (come i piani regolatori) e di licenze edilizie a tutto il territorio nazionale. La riforma, che dovrebbe approdare in Cdm domani, punta a "semplificare e razionalizzare i procedimenti amministrativi finalizzati al rilascio o alla formazione dei titoli in sanatoria".L'obiettivo, si legge nella relazione illustrativa del provvedimento, "non è quindi modificare i requisiti sostanziali per la sanatoria, ma intervenire sui processi per renderli più efficienti". Si punta quindi "a favorire la regolarizzazione degli abusi storici", ovvero quelli realizzati prima dell'entrata in vigore della legge 765 del 6 agosto 1967. È inoltre prevista "la possibilità di subordinare il rilascio di tali titoli in sanatoria alla realizzazione, da parte del proprietario o avente titolo, di interventi essenziali di messa in sicurezza dell'immobile o di adeguamento alle inderogabili norme tecniche di costruzione".Parallelamente, si procederà "alla razionalizzazione dei regimi sanzionatori propedeutici al rilascio dei relativi titoli in sanatoria". Le sanzioni saranno "commisurate all'entità della trasformazione edilizia o urbanistica, alla gravità della difformità, ovvero al valore delle opere realizzate". La delega prevede la razionalizzazione del regime sanzionatorio per le difformità edilizie che non consentono il rilascio di titoli in sanatoria.

Nella riforma silenzio-assenso e fascicolo digitale