AGI - Per anni Tether è stata raccontata soprattutto come una stablecoin con struttura societaria internazionale e sede legale fuori dall’Ue, centrale per il funzionamento del mercato delle criptovalute e allo stesso tempo costantemente osservata dalle autorità di regolazione.Una presenza diventata progressivamente strutturale nell’ecosistema crypto, ma rimasta a lungo ai margini del perimetro istituzionale. Negli ultimi due anni, tuttavia, il quadro ha iniziato a evolversi e una parte di questo cambiamento passa dall’Italia, non per ragioni fiscali o normative, ma per una strategia di posizionamento più ampia.Un’accelerazione è arrivata dopo l’entrata in applicazione del regolamento europeo MiCA, con cui l’Unione intende dotarsi di regole uniformi per garantire maggiore trasparenza, sicurezza e stabilità al mercato delle criptovalute. Tether non è una società italiana e non opera sotto la vigilanza delle autorità nazionali ma, allo stesso tempo, l’Italia ha assunto un ruolo rilevante nella sua geografia decisionale.

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