AGI - La sentenza della Corte Suprema, che ha bocciato solo alcuni dei dazi, lasciando in vigore altre tariffe, rischia di innescare una nuova guerra commerciale. Lo stop dei giudici apre la porta a potenziali rimborsi, una cifra che alcuni hanno stimato fino a 175 miliardi di dollari, ma lascia il mondo del commercio nel caos.Dopo la decisione Donald Trump ha annunciato un dazio globale del 10%, successivamente aumentato al 15%, in base a un'altra autorità prevista dalla Sezione 122 del Trade Act del 1974. La nuova tariffa, che entrerà in vigore domani, per una durata di 150 giorni e dovrà essere ratificata dal Congresso entro cinque mesi, non si applicherà ai prodotti soggetti a dazi doganali settoriali, né ai prodotti canadesi e messicani importati negli Stati Uniti nell'ambito del trattato nordamericano di libero scambio. Sono inoltre previste esenzioni per alcuni settori, in particolare l'industria farmaceutica. Per i governi che hanno già in essere accordi commerciali con Washington, come l'Unione europea, il Giappone, la Corea del Sud o Taiwan, con un tasso massimo del 15% di sovrattassa doganale, non dovrebbe cambiare nulla ma i diversi Paesi attendono chiarimenti da Washington.Il rappresentante commerciale americano Jamieson Gree, ha dichiarato che gli Usa intendono rispettare gli accordi presi con la Ue, la Cina e gli altri paesi. Il nuovo quadro tariffario delineatosi nel fine settimana, secondo gli analisti, sarebbe comunque più favorevole alla Cina, all'India, al Vietnam e ad altri paesi dell'area. L'agenzia U.S. Customs and Border Protection ha dichiarato che interromperà la riscossione delle tariffe annullate dalla Corte Suprema dalle 6 (ora italiana) di domani mattina, ma non ha spiegato se gli importatori riceveranno eventuali rimborsi.

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