Il dossier fiscale e le critiche di Confindustria
L'altro dossier caldo, quello sul fisco, incrocia comunque i contraccolpi economici del conflitto in corso. Confindustria sostiene che il nuovo Dl fiscale, varato la scorsa settimana dal Cdm, apra "un fronte critico tra Governo e sistema produttivo, con effetti diretti sugli investimenti legati a Transizione 5.0". Il presidente degli industriali Emanuele Orsini ha parlato di "forte preoccupazione" per la "mancanza di risorse destinate agli esodati legati al piano Transizione 5.0". Anche altre sigle datoriali hanno espresso critiche sul provvedimento.
La riduzione del credito d'imposta e le proposte
All'origine della contesa c'è la riduzione a poco più di 500 milioni di euro dello stanziamento legato al credito di imposta per Transizione 5.0, inizialmente atteso attorno ad 1,3 miliardi. Si tratta dello strumento pensato per sostenere il processo di trasformazione digitale ed energetica delle aziende. Ora le imprese chiedono chiarimenti. Il Mimit e il Tesoro, viene riferito, starebbero studiando una serie di possibili proposte da presentare al tavolo. Si parla anche dell'ipotesi di congelare la norma. Il testo del Dl fiscale è atteso martedì prossimo in Commissione in Senato.
Risorse limitate e incertezza geopolitica
Il problema principale resta quello delle risorse limitate a disposizione, in un contesto che suggerisce al governo il contenimento della spesa. In questo frangente di forte incertezza geopolitica, i fondi inizialmente destinati al credito di imposta su Transizione 5.0 potrebbero anche essere destinati ad altre voci di intervento. Ieri il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, parlando al G7 Finanze, Energia e Banche Centrali, ha sostenuto che le misure energetiche per contrastare l'aumento dei prezzi energetici "devono essere mirate, temporanee e basate su un approccio condiviso, tenendo a mente l'impatto della crisi nei diversi Paesi. Dobbiamo trovare un giusto mix tra politica monetaria e fiscale".
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