GI - In questa settimana la vicenda della cessione di Acciaierie d'Italia, l'ex Ilva, potrebbe cominciare ad approdare a una tappa importante. Anche perché nel question time alla Camera dell'1 aprile, il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha detto che si sta "lavorando in maniera assidua affinché sia possibile concludere i negoziati per la cessione dell'azienda entro la fine di questo mese". Sulla scena sono ormai da diversi giorni due gruppi: il fondo americano Flacks Group - che più esattamente è un family office - e la società siderurgica indiana Jindal International. Alla base delle due offerte, due diverse visioni del rilancio dell'acciaieria.Flacks propone di produrre a Taranto, a regime, 6 milioni di tonnellate di acciaio, annuncia investimenti per 5 miliardi e assicura che occuperà 8.500 addetti (oggi quelli dell'ex Ilva sono poco meno di 10mila). Proposte molto diverse, quindi, ma ora l'elemento centrale - ai fini della valutazione su quale delle due offerte scegliere per proseguire il negoziato - è dato dalle garanzie dei due gruppi.

La proposta di Jindal

L'orientamento verso Jindal

I dubbi sulle garanzie di Flacks

Il confronto con Jindal