Marche, Umbria ed Emilia-Romagna le regioni più colpite
La riduzione del numero di imprenditori artigiani ha interessato tutte le regioni d'Italia, nessuna esclusa. Nell'ultimo decennio le aree più colpite da questa "emorragia" sono state le Marche (-31,3 per cento), l'Umbria (-29,3), l'Emilia-Romagna (-28,7) e il Piemonte (-28,4). Il Mezzogiorno, invece, è stata la ripartizione geografica che ha subito le "perdite" più contenute (-20,2).
Cgia: "Si spegne un presidio di socialità e identità "
Nelle grandi città , in particolare, le botteghe artigiane sono ormai una presenza sempre più rara. E quando scompare una bottega, sottolinea la Cgia, "non si perde soltanto un'attività economica: si spegne un presidio di socialità , di competenze e di identità . La scomparsa progressiva dell'artigianato sta cambiando il volto dei nostri quartieri e delle nostre piazze, rendendoli più anonimi e impoverendo la qualità della vita delle comunità che li abitano. Lo scenario rimane a tinte fosche anche nei borghi, nelle zone di montagna e nei paesi di provincia. La contrazione del numero di artigiani va di pari passo con lo spopolamento che stanno subendo questi luoghi".
Nel 2035 trovare un idraulico sarà "difficilissimo"
Già oggi quando si rompe una tapparella, il rubinetto del bagno perde acqua o dobbiamo sostituire l'antenna della Tv, trovare un professionista del settore è molto difficile, figuriamoci fra qualche anno. "Con il progressivo invecchiamento della popolazione artigiana e la corrispondente contrazione dei giovani che si avvicinano a questi mestieri, anche a causa del calo demografico - osserva l'associazione - è molto probabile che entro un decennio reperire sul mercato un idraulico, un fabbro, un elettricista o un serramentista in grado di eseguire un intervento di riparazione/manutenzione presso la nostra abitazione o nel luogo dove lavoriamo sarà un'operazione difficilissima".

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