Il costo ambientale ricade sulle aziende
Le regole europee vengono unificate e il costo ambientale dell'imballaggio ricade interamente sull'azienda che lo immette sul mercato, con un sistema sanzionatorio pesante, che arriva fino al blocco del mercato e al sequestro delle merci", aggiunge Giubilesi che è anche fondatore della società di consulenza Giubilesi & Associati. È solo un passo di un percorso molto più ampio, che vedremo dispiegarsi nei prossimi anni", sottolinea. "Non sono stati scoperti ora, ma finora erano stati piuttosto trascurati: oggi i limiti diventano più stringenti e gli imballaggi a contatto con gli alimenti non possono più essere immessi sul mercato se superano le soglie previste. Un principio apparentemente scontato ma importante: l'analisi effettuata resta valida finché non cambia nulla, ma ogni modifica di ricetta o materiale impone di aggiornare il fascicolo tecnico".
Obblighi ambientali e progettazione degli imballaggi
E sul piano ambientale? "Diventa un obbligo progettare l'imballaggio pensando a cosa accadrà quando avrà esaurito la sua funzione, e va indicato nella dichiarazione di conformità. Il materiale deve essere concepito già secondo criteri di riciclo: avremo più plastica riciclata nei nuovi imballaggi e più riuso. Il regolamento porta di fatto al superamento del PVC, limita i pigmenti colorati e, dal 2030, imporrà un massimo del 50% di spazio vuoto negli imballaggi da trasporto e per il commercio elettronico. E stabilisce un rapporto più forte tra produttori e utilizzatori, con veri contratti di filiera".
Cosa cambia per i consumatori
Cosa cambia per i consumatori? "Più chiarezza e trasparenza", osserva l'esperto, con il divieto di diciture romantiche o emotive, meno sprechi e più possibilità di riuso. E una consapevolezza migliore lungo tutta la catena del valore: per chi produce, chi distribuisce e chi utilizza".

0 Commenti