AGI - La Cina e cioè il più grande importatore mondiale di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, è paradossalmente, anche uno dei paesi meglio posizionati per affrontare la chiusura di questa 'autostrada' marina del gas, del greggio e dei fertilizzanti.La Cina consuma enormi quantità di petrolio dal Golfo Persico e ne importa dalla regione all'incirca la stessa quantità di India, Giappone e Corea del Sud messe insieme. In risposta alla chiusura dello Stretto, i funzionari di tutta l'Asia stanno chiedendo ai cittadini di fare docce più brevi o di lavorare da casa per risparmiare energia.In Cina il 'Quotidiano del Popolo', il principale quotidiano del Partito Comunista al potere sta invece ripetendo ai suoi lettori che il Dragone possiede la propria "ciotola di riso energetica". Lo spiega Reuters, citando un editoriale del giornale il quale, pur non menzionando il divieto imposto da Pechino alle esportazioni di carburante per preservare le scorte, evidenzia che il Paese è comunque più protetto rispetto a molti dei suoi vicini grazie ad anni di misure politiche che ne hanno ridotto la vulnerabilità agli shock energetici.

Veicoli elettrici e indipendenza energetica

Il boom delle energie rinnovabili

Diversificazione e riserve strategiche