Andamento dei redditi e distribuzione
Più contenuta la flessione dei redditi da lavoro dipendente (-7,9%), mentre risultano in crescita rispetto al 2007 i redditi da pensioni e trasferimenti pubblici (+6,7%). La distribuzione dei redditi mostra segnali di miglioramento: il rapporto tra il 20% più ricco e il 20% più povero scende a 5,1 da 5,5 del 2023, mentre l'indice di Gini cala a 0,310 da 0,322.
Restano tuttavia ampi divari territoriali. Il Nord-est registra la minore incidenza del rischio di povertà o esclusione sociale (11,3%), mentre nel Mezzogiorno il valore resta elevato al 38,4%, pur in lieve diminuzione rispetto al 39,2% del 2024. Le condizioni di vulnerabilità si concentrano in specifiche tipologie familiari: il rischio supera il 30% tra i monogenitori (31,6%) e le coppie con tre o più figli (30,6%), e resta elevato tra le persone sole. Il divario è particolarmente marcato per cittadinanza, con un'incidenza del 41,5% tra le famiglie con almeno uno straniero, in aumento rispetto al 37,5% del 2024, contro il 20,1% delle famiglie composte solo da italiani.
Mercato del lavoro e fragilità persistenti
Sul mercato del lavoro, i lavoratori a basso reddito rappresentano il 20,4% del totale (dal 21% del 2023), mentre il rischio di povertà lavorativa riguarda il 10,2% degli occupati tra 18 e 64 anni, sostanzialmente stabile rispetto al 10,3% dell'anno precedente. Nel complesso, i dati evidenziano un miglioramento degli indicatori sociali accompagnato da una crescita dei redditi e da una riduzione delle disuguaglianze, a fronte di persistenti fragilità legate alla struttura familiare, alla cittadinanza e ai divari territoriali.

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