Istat: migliora il rischio povertà, ma aumenta la deprivazione Cresce il reddito medio delle famiglie. Il report Istat "Condizioni di vita e reddito delle famiglie 2024-2025"

AGI - Nel 2025 la quota di popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale in Italia scende al 22,6% dal 23,1% del 2024, pari a circa 13,2 milioni di persone. Lo rileva l'Istat nel report "Condizioni di vita e reddito delle famiglie 2024-2025", segnalando un miglioramento che si accompagna alla crescita dei redditi e a una riduzione della disuguaglianza. La componente del rischio di povertà resta sostanzialmente stabile al 18,6%, mentre aumenta la grave deprivazione materiale e sociale (5,2% dal 4,6%) e cala in modo più marcato la quota di individui che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro, scesa all'8,2% dal 9,2%, in linea con l'andamento dell'occupazione.Nel 2024, anno di riferimento dei redditi, il reddito medio annuo delle famiglie sale a 39.501 euro, in aumento del 5,3% in termini nominali e del 4,1% in termini reali. Il reddito mediano si attesta a 31.704 euro, pari a circa 2.642 euro al mese. Il recupero non colma tuttavia le perdite accumulate nel lungo periodo: in termini reali, i redditi familiari restano inferiori del 4,9% rispetto ai livelli del 2007, con un divario più marcato nel Centro (-9,3%) e nel Mezzogiorno (-6,9%), e più contenuto nel Nord-est (-2,5%) e nel Nord-ovest (-1,8%). Guardando alle componenti, la perdita rispetto al periodo pre-crisi è particolarmente accentuata per i redditi da lavoro autonomo (-21,8% in termini reali) e per quelli da capitale (-14,9%), questi ultimi penalizzati soprattutto dalla dinamica negativa degli affitti figurativi (-20,1%).

Andamento dei redditi e distribuzione

Mercato del lavoro e fragilità persistenti

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